Società

Pubblicato il 17 Settembre 2019 | di Alessia Giaquinta

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Le frontiere della pastorale giovanile

«Non abbiate paura di aprire le porte a Cristo, sì spalancate le porte a Lui» pronunciava Giovanni Paolo II a Tor Vergata il 15 agosto 2000. Un invito rivolto a tutti, in particolare ai giovani che spesso cercano la felicità nell’effimero, nei piaceri del mondo lasciandosi, poi, travolgere – e sconvolgere – da amarezze e da delusioni.

I giovani, sì, proprio i giovani: tassello importante della società e della comunità ecclesiale. Ai giovani è affidato il compito di costruire il futuro, di fare tesoro del passato per dar vita ad un mondo migliore. Di perpetuare la testimonianza della fede e i principi di libertà e pace alla base della nostra cultura. Da sempre, i giovani avvertono la responsabilità del domani ma sempre con maggiore difficoltà riescono a trovare le giuste risposte ai quesiti che la vita pone. La cura pastorale del mondo giovanile è sicuramente, oggi, una delle priorità della Chiesa.

Il servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Ragusa è composto da due responsabili laici: Federica Lucifora e Adriano Longo, recentemente nominati dal vescovo monsignor Carmelo Cuttitta, coordinati da don Graziano Martorana e coadiuvati da un’equipe di giovani esponenti delle varie associazioni e realtà ecclesiali presenti in diocesi. L’obiettivo è offrire alla Chiesa particolare, alle istituzioni e alle aggregazioni laicali un contributo per lo studio, la proposta, l’animazione e il coordinamento delle attività con e per i giovani. Il servizio per la Pastorale Giovanile punta innanzitutto sulla conoscenza degli ambienti giovanili e lo fa su due livelli: camminando all’interno delle parrocchie e, soprattutto, fuori dalle parrocchie dove spesso i giovani vagano alla ricerca di un senso. Dalla conoscenza può e deve partire l’azione: l’organizzazione dunque di eventi, momenti di preghiera, di studio tra giovani con l’obiettivo di essere una realtà accogliente e presente, un ambiente che dà risposte. Accogliere per non sentirsi esclusi, accogliere per comprendere come siano cambiate le realtà e lavorare, dunque, per migliorarle.

A guidare il cammino è l’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco “Christus vivit”. L’analisi e la riflessione a partire da questa sono alla base delle attività di pastorale giovanile. Già a fine maggio i giovani della diocesi hanno incontrato il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo che ha presentato, presso la parrocchia San Giuseppe Artigiano di Ragusa, l’esortazione apostolica. L’auspicio è che ogni giovane possa costruirsi e costruire a partire da Cristo. Come scrive il Santo Padre «Se sei giovane di età, ma ti senti debole, stanco o deluso, chiedi a Gesù di rinnovarti. Con Lui non viene meno la speranza. Lo stesso puoi fare se ti senti immerso nei vizi, nelle cattive abitudini, nell’egoismo o nella comodità morbosa. Gesù, pieno di vita, vuole aiutarti perché valga la pena essere giovane. Così non priverai il mondo di quel contributo che solo tu puoi dare, essendo unico e irripetibile come sei».

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Autore

Alessia Giaquinta

Conseguita la maturità Classica, frequenta il corso di Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Messina. Ha collaborato e collabora con testate giornalistiche online. Ha al suo attivo numerose ed importanti esperienze teatrali ed organizza Laboratori Teatrali per bambini. Promotrice di eventi culturali, è stata anche membro di gestione della Biblioteca Comunale di Monterosso Almo (RG), ove risiede. Ha svolto il Servizio Civile presso un centro per disabili e riveste il ruolo di educatrice dei giovanissimi presso la sua parrocchia di appartenenza.



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