Società

Pubblicato il 19 Ottobre 2019 | di Redazione

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Giovani connessi e isolati, illuminati da una realtà a risparmio energetico

Studenti, adolescenti, ragazzini, giovani tutte definizioni corrette per descrivere noi che andiamo dai tredici ai diciotto anni. Ma voi adulti oltre a darci tutti questi appellativi ci conoscete veramente? Sapete i nostri bisogni? Ce li avete mai chiesti? O pensate siano gli stessi che avete avuto voi?

Siamo la nuova generazione, quella che a parere di molti è bruciata dalla tecnologia e da internet, quella che non fa altro che chattare, postare, e mettere hastag, quella che non ha più una vita reale, ma solo una vita social. Beh, lo ammetto a volte esageriamo, a volte ci dimentichiamo di vivere tutte le esperienze che la vita ci mette davanti, per questo abbiamo bisogno di aiuto. Come ogni generazione anche la nostra ha dei problemi, ma siamo adolescenti; la stessa parola adolescenti significa “in via di crescita”; stiamo crescendo e crescere è sinonimo di sbagliare per correggere i nostri errori e non ripercorrerli in futuro.

Fatta questa premessa mi sono interrogato su quali siano i bisogni della maggior parte degli studenti: noi studenti abbiamo bisogno di ascolto, di essere seguiti, supportati e consigliati, vorremmo che la Chiesa camminasse con il nostro ritmo, in maniera dinamica e sempre innovativa. Abbiamo il bisogno come ogni essere umano di essere cercati, desiderati, pensati, voluti non vogliamo essere al centro dell’attenzione vogliamo essere resi partecipi, perché saremo anche piccoli e inesperienti, ma abbiamo un cervello fresco che è quello che serve oggi alla Chiesa.

“Sono un giovane illuminato da una realtà a risparmio; come un pesce innocente navigo contento nella rete; con te che sei qui vicino ma siamo chilometri distanti; un arcipelago di isole separate, ma comunicanti; sono solo, tremendamente solo; uno come tanti giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico” questa è una delle strofe della canzone “Giovani Illuminati” di Eugenio in Via di Gioia, che secondo me descrive lo stato in cui si trova la maggior parte degli studenti: ci sentiamo soli anche se effettivamente non lo siamo e non condividendo con nessuno questo pensiero rimaniamo isolati da altri giovani come noi.

Mi sono interrogato se la Chiesa ha fatto il possibile per cercare di arrivare ad ogni singolo “giovane illuminato”. Secondo me ha fatto tanto, ma come tutti noi, anche la Chiesa può migliorare. Come? Ci sono due soluzioni, una che ha bisogno degli adulti per la loro esperienza e una che mette in campo noi studenti. Se siete adulti potreste dedicarvi al gruppo giovanissimi della vostra comunità, aiutando a farlo crescere, domandando ai ragazzi come arrivare a più studenti possibili, studiando incontri che possano aiutare nella vita di tutti i giorno noi ragazzi; se invece siete dei ragazzi come me e vi sentite apparentemente soli possiamo far nascere il Movimento studenti di Azione cattolica nella Diocesi di Ragusa un movimento nato dagli studenti per gli studenti, è un servizio a livello nazionale che è stato presente anche a Ragusa. Sono stanco di tante parole, bisogna agire.

Francesco Adamo

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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