Società

Pubblicato il 7 Novembre 2019 | di Silvio Biazzo

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Abitare il paese. Bambini e i ragazzi per un progetto di città del futuro

Gli occhi dei bambini cambieranno il mondo, in meglio naturalmente. Per questo è necessario avviare un dialogo, un’interazione, calandosi alla stessa altezza del loro modo di vedere le cose per cercare di interpretarne i desideri al fine, poi, di poterli tramutare in azioni politiche. Con un unico obiettivo: migliorare la vivibilità delle nostre città, rendendole per l’appunto più a misura di bambino, di ragazzo, di disabile, di anziano.

Queste le priorità che si pone la seconda edizione del progetto nelle scuole “Abitare il paese – La Cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di città del futuro” che ha preso le mosse dal dibattito sviluppatosi in seno all’ottavo Congresso nazionale dell’Ordine degli architetti e che già l’anno scorso aveva visto l’Ordine degli architetti della provincia di Ragusa tra i precursori, in tutta Italia, nell’attuazione delle linee guida dei suddetti percorsi progettuali.  Anche quest’anno si tratta di un percorso che, in tutta Italia, coinvolgerà oltre 2.000 bambini e ragazzi tra i tre e i diciotto anni con i loro insegnanti attraverso l’attivazione di tavoli di lavoro territoriali.

Ad illustrare nel dettaglio che cosa accadrà sono stati, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede dell’Ordine a Ragusa, il presidente, l’architetto Salvo Scollo e l’architetto Giovanni Gatto, referente dell’Ordine per il progetto in questione, con gli architetti Mark Cannata e Vincenzo Occhipinti che saranno rispettivamente i tutor per l’istituto scolastico Santa Marta-Ciaceri di Modica e Paolo Vetri di Ragusa. All’incontro con la stampa c’erano anche i due dirigenti scolastici, Piero Modica (Santa Marta-Ciaceri) e Beatrice Lauretta (Paolo Vetri), accompagnata dall’insegnante Tiziana Zagarella, oltre all’assessore comunale ai Lavori pubblici di Modica, Giorgio Linguanti. Il progetto, infatti, gode del patrocinio dei Comuni di Ragusa e Modica. È intervenuto anche l’architetto Giovanni Gugliotta, già tutor progettuale lo scorso anno per la scuola Elio Vittorini di Scicli che ha raccontato lo “stupore con cui i bambini si sono avvicinati a descrivere quella che, secondo loro, potrebbe essere la città del futuro”.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato il presidente Scollo – è quello di sperimentare nella maniera più attenta possibile un percorso di ricerca sulla città del futuro che veda come autori bambini e ragazzi, insieme ad architetti/tutor, ed ai loro insegnanti, in quanto cittadini del presente e del futuro, fruitori e protagonisti delle città”.  I due dirigenti scolastici hanno evidenziato, e lo ha fatto in particolare Beatrice Lauretta, come in questo modo sarà favorita la coscienza critica dei piccoli studenti e sarà agevolata la crescita verso un ambito, quello dell’architettura, che non deve essere considerata come una disciplina da vivere in maniera lontana e distante ma, piuttosto, come una realtà vicina che garantisce e assicura una vita migliore a tutti i cittadini. Il referente del progetto per l’Ordine, l’architetto Gatto, si è detto soddisfatto per i risultati raggiunti convinto che, in futuro, questo percorso potrà dare vita, con i dovuti accorgimenti, a un’idea di città più bella e vivibile per tutte le generazioni.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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