Cultura presepe monterosso

Pubblicato il 11 Dicembre 2019 | di Redazione

Atmosfere che il tempo non cancella

A Monterosso il 35° presepe vivente, una rappresentazione che si rinnova nei giorni 26 e 29 dicembre, 1,5,e 6 gennaio.

Era il 1985 quando, da un’idea dell’allora parroco don Giancarlo Griggio, per la prima volta a Monterosso Almo si organizzò il presepe vivente; al tempo erano le parrocchie a provvedere a tutto ed un intero paese a mobilitarsi.

Da allora sono passati 35 anni nel corso dei quali migliaia di persone da ogni parte della Sicilia hanno visitato ed apprezzato il presepe di Monterosso Almo.

Una rappresentazione che dal 1995, grazie all’associazione “Amici del Presepe”, rinnova questa magica atmosfera che fa brulicare di vita, di luci e di atmosfere di un tempo il dedalo di viuzze dell’antico quartiere Matrice in cui la rappresentazione è ambientata. Un presepe che, come orgogliosamente ricorda il presidente Paolo Tavano, ha avuto prestigiosi riconoscimenti  tra i quali ben tre premi come migliore presepe d’Italia «per essere il volano di una magnifica e coinvolgente  sacra rappresentazione, attuata con impegno corale e tecnico-artistico». Per alcuni anni miglior presepe vivente della Sicilia «per la speciale ambientazione dei luoghi della memoria, tale da rappresentare un magnifico affresco della vita contadina di Sicilia».

Nel 2015 Monterosso Almo viene definita “città del presepe di Sicilia per lo storico e pluripremiato presepe vivente”. Ed in effetti nel presepe di Monterosso mestieri ormai scomparsi ritornano a nuova vita, a testimoniare un passato immune dall’odierno consumismo ed in simbiosi con i ritmi delle stagioni. Ucurdari, u fìrraru, u cirnituri, a lavannara, u scarparu, e tante altre figure, ritornano protagonisti e si ripropongono alle nuove generazioni.

Appena entrati nel percorso si è subito coinvolti dall’atmosfera natalizia. Inizia il viaggio etno-antropologico nel passato che ci appartiene. Ecco la taverna dove, riscaldati dal vino, al suono del mandolino e della fisarmonica, si canta allegramente; la bottega dello scalpellino che con sapienza artigiana plasma la dura pietra; non si possono non ascoltare le commari, con il loro vastissimo repertorio di modi di dire e di pettegolezzi aggiornati all’ultimo minuto. Si resta incantati davanti alla scena della famiglia, quadretto della vita domestica che fu, o davanti alle massaie che impastano e sfornano il pane.

Il suono delle cornamuse avverte che la grotta è vicina. È certo questo il capolavoro del presepe. Come d’incanto ecco i Magi, l’asinello, il bue, Maria, Giuseppe e il Bambinello che ogni anno ci chiede di essere accolto nella grotta del nostro cuore e della nostra vita.

Angelo Schembari

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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