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Pubblicato il 14 Febbraio 2020 | di Redazione

Camminiamo insieme, guardiamo lontano: una nuova tappa per Azione Cattolica

Camminiamo insieme, guardiamo lontano: questo il tema dell’assemblea diocesana di Azione cattolica che si terrà domenica 16 febbraio al teatro “Naselli” di Comiso, con inizio alle 8.30. L’appuntamento, che quest’anno sarà anche elettivo, svilupperà i temi della sinodali e della prossimità, come stile e come scelta.

« Come laici di Azione cattolica, riteniamo – scrive la presidenza uscente nella lettera con cui presenta l’assemblea – sia sempre più urgente non stare a guardare, ma continuare ad agire dentro i contesti in cui viviamo con speranza, pazienza, collaborazione, creatività. La XVII assemblea diocesana elettiva, sarà fucina di un nuovo umanesimo!».

L’Azione Cattolica vive questo tempo come una grazia, come un invito a incontrare le persone e a lasciarsi interpellare dalla realtà nella quale viviamo e nella quale riconosciamo la bellezza della complessità senza semplificazioni che la riducano a schemi e stereotipi. Questo induce a leggere la realtà nelle sue molteplici manifestazioni: diversità di pensiero, varietà di culture, forza e fragilità delle relazioni, risorse e criticità dei territori.

Per il cammino dell’Azione cattolica diocesana si apre una nuova tappa. Una vera e propria missione da vivere nel tempo della prossimità, promuovendo la cultura della fraternità e costruendo un presente che non metta argini alla speranza.

«Siamo chiamati a vivere – è l’invito a tutti i laici di Azione cattolica – il tempo della prossimità come antidoto alla “globalizzazione dell’indifferenza”, come ci ricorda il papa. Farsi prossimi all’altro per ascoltare i problemi e i bisogni, le attese e le speranze di chi come noi vive la quotidianità della vita. Farsi prossimi per accogliersi e condividere un tratto di strada insieme, come “fratelli in umanità”, al di là di ogni appartenenza, fede, cultura, perché l’essere uomini ci accomuna. È tempo di promuovere la cultura della fraternità, anche se questa sembra essere oggi una parola difficile che può generare sentimenti di chiusura, in quanto unica via percorribile per costruire una società capace di futuro. La fraternità, sebbene da sempre carattere essenziale della vita ecclesiale, si ritrova ad essere “la nuova frontiera del cristianesimo”, una frontiera che non è un confine ma l’orizzonte che ci orienta. Questo è il tempo per chiederci che cosa vogliamo costruire insieme agli altri. Occorre mantenere alto il coraggio di stare dentro le situazioni ordinarie della vita, dentro le istituzioni, le nostre famiglie, le nostre comunità, con il desiderio di costruire per il bene di tutti. A volte corriamo il rischio di un atteggiamento disfattista che pensa che costruire sia una fatica inutile. Altre volte ancora pensiamo sia più semplice delegare a qualcuno il compito di affrontare i problemi, di cambiare le situazioni. Occorre continuare ad agire dentro i contesti in cui viviamo con speranza, pazienza, collaborazione, creatività».

 

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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