Società

Pubblicato il 2 Dicembre 2020 | di Redazione

Il Meic ricomincia l’anno sociale con l’enciclica “Fratelli tutti”

In questi tempi, in cui la pandemia in corso ci costringe a ridurre la socialità, a chiuderci nelle nostre case e ad interagire con gli altri attraverso gli schermi: qual è il senso dello stare insieme?

In questi tempi in cui il cittadino è spesso degradato a “consumatore” e l’individualismo tende a prevalere sul senso di comunità: quali sono gli strumenti giusti per perseguire il bene comune?

In questi tempi in cui la dignità dell’essere umano e del creato sono spesso sacrificate in nome del profitto: qual è l’idea di futuro che abbiamo?

A partire da questi spunti, con l’atteggiamento dell’ascolto e del confronto, il Meic legge e si interroga sulla nuova enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”.

L’enciclica sarà il punto di inizio delle attività dell’anno sociale del nostro movimento a motivo della sua attualità e dei risvolti pratici nella vita personale di tutti e ciascuno e delle nostre intere comunità.

Il Papa oltre a farci riflettere sul fatto che ogni essere umano è figlio dello stesso Padre, che “lo ama con amore infinito e gli conferisce con ciò una dignità infinita”, ci proietta in un futuro tutto da costruire a partire dalle scelte che quotidianamente facciamo.

L’enciclica, dopo un’analisi severa del mondo presente e delle tante situazioni in cui la dignità umana è violata (guerra, povertà, sfruttamento, discriminazione, razzismo, scempi ambientali), scuote tutti gli uomini di buona volontà a vedere un fratello in ogni altro essere umano, a costruire “un mondo aperto” abbattendo ogni barriera ricercando “un’amicizia sociale che includa tutti” trovando il senso della vita nel “dono sincero di sé”. Papà Francesco, con un approccio interdisciplinare, mostra come sociologia, economia, ecologia e teologia concorrano, insieme a noi e alle nostre scelte, alla costruzione di un mondo più giusto, di un nuovo umanesimo che rimetta al centro le persone e il bene comune, togliendo priorità al profitto, al potere e alla chiusura nella propria sfera identitaria.

Questo “sogno collettivo” di cui parla Francesco ci coinvolge e ci chiama in prima persona a diventare “poeti del futuro” capaci di progettare e costruire un futuro a partire dai semi del presente e in maniera del tutto creativa.

Il Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Ragusa, che ha sempre avuto come principale vocazione l’impegno sociale e civile, mettendo a disposizione le capacità e le competenze professionali di ognuno, raccoglie l’invito di Papa Francesco ad approfondire queste tematiche tramite degli incontri on-line. L’obiettivo è quello di dare il nostro piccolo contributo alla discussione e all’approfondimento cercando di fronteggiare le immense sfide di questi tempi.

Chiunque volesse partecipare ai prossimi incontri può contattare la presidente del gruppo alla seguente mail gruppomeicragusa@gmail.com

 

Angelo Rinollo, Fabio Antoci


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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