Vita Cristiana

Pubblicato il 17 Febbraio 2021 | di Redazione

La gioia di essere suora oggi Risposta libera a una chiamata d’amore

Tradizionalmente il 2 febbraio, festa della Presentazione al tempio del Signore, la Chiesa prega in modo particolare per la vita consacrata. Al tempo di Gesù era infatti consuetudine “offrire” a Dio il figlio primogenito e quindi lo si portava al tempio. Nel 2021 la consacrazione non è più una decisione per tradizione, ma una libera scelta che corrisponde ad una chiamata d’amore: nessuna scelta di vita può esistere e resistere se non è frutto di motivazioni profonde, libere e… piene di gioia! Non si tratta di una gioia superficiale, ma di un gusto rispetto alla propria vita che, passo dopo passo, assume un significato sempre più prezioso, anche quando attraversa i momenti di dolore! Ciascuno scopre giorno dopo giorno cosa significa consacrare la propria vita a Dio: in realtà Lui la rende sacra, così nasce lo stupore per quanto il Signore fa, perché “Dio non ci molla ed è sempre al lavoro”, come ama ripetere mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo.

Nel mio quotidiano significa esser grata a Dio per avermi resa la persona che sono senza togliermi le mie fragilità, ma facendone possibilità nuove: proprio io che provavo vergogna a parlare in pubblico e non amavo farmi fotografare, sono oggi vicedirettrice dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Vicenza, dove vivo. Questo lavoro mi sta permettendo di unificare in modo particolare anche il carisma della mia famiglia religiosa. Sono una suora Orsolina del Sacro Cuore di Maria e ci occupiamo in diversi ambiti della promozione delle donne. La traduzione concreta del carisma orsolino nel mio caso significa cercare e raccontare le storie di tante donne per raccontarle nel settimanale che conduco a Radio Oreb, ma anche portare il pensiero e la sensibilità femminili in tutti i contesti dove sono presente, soprattutto quelli di riflessione ecclesiale.

A 10 anni dai primi voti e a 13 dall’ingresso in congregazione, sento di dover crescere ancora molto, ma vivo anche la gratitudine al Signore per il miracolo che è la vita consacrata: che uomini e donne creino fraternità per vivere insieme il Vangelo tutta la vita, nonostante le singole fragilità, è un autentico miracolo, secondo me! La vita comunitaria mi aiuta a scoprire quanto Dio consideri seriamente i nostri piccoli “sì” e ne faccia capolavori indescrivibili, ma anche quanto sia rispettoso delle nostre scelte e dei nostri tempi, senza forzarli mai. Riconoscere i suoi passi nella nostra vita è un esercizio particolarmente significativo, se fatto in compagnia di qualcuno più adulto nella fede e ci ricorda la responsabilità di ognuno per diventare cristiani credibili, ma anche la responsabilità ecclesiale che crea le condizioni di una maturità di fede comunitaria… È solo nella comunità che possiamo manifestare la gioia di essere consacrati per amore!

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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