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Pubblicato il 27 Aprile 2022 | di Redazione

Accanto alle persone con disabilità

Dal 25 al 27 dello scorso mese di marzo, ad Assisi, si è svolto l’incontro nazionale degli animatori dell’Unitalsi, l’associazione ecclesiale dei volontari dedicati al servizio degli ammalati ed al loro trasporto in pellegrinaggio presso i santuari italiani ed internazionali.

È stata una tre giorni che ha segnato la ripresa dei contatti dopo la nota pandemia che nel 2020 aveva bloccato tale attività.

Dell’incontro, presieduto dall’assistente nazionale dell’associazione, mons. Luigi Bressan, insieme al presidente dell’associazione Antonio Diella, per motivi di spazio, faremo il resoconto in due puntate con la seconda che sarà pubblicata nel prossimo numero di Insieme.

Dopo il saluto di benvenuto, l’incontro ha inizio con l’interessante relazione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ha trattato il tema “quale Chiesa, quale profezia. Dov’è la carne di Dio?”

«Una Chiesa di comunità, in cammino che non si accontenta mai. Una Chiesa che sa leggere il cambiamento dei tempi, grazie anche a questo importante cammino sinodale voluto da Papa Francesco, per una Chiesa nuova in una logica di comunione, partecipazione e missione.

La profezia, che rimane collegata alla qualità della Chiesa, che deve essere Madre, capace di gestire il cambiamento piuttosto che subirlo. Il nostro impegno deve essere quello di aiutare la Chiesa Madre ad esserlo!» ha quindi proseguito, citando più volte i vangeli e sottolineando che la carne di Dio è nel capire la sofferenza e starle vicino. No! Parole, ma gesti concreti; stare accanto. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità, ha trattato il tema: “le persone con disabilità: uscire, conoscerle, invitarle, valorizzarle e accompagnarle lungo l’arco della vita”. Ha offerto una interessante valutazione del termine “uscire” quale risposta ad una chiamata ricordando che Abramo è stato chiamato da Dio che gli dice di uscire dalla sua terra e andare, ma dove? Perché? Quando?

Papa Francesco raccomanda di accompagnare le persone con disabilità e prendersi cura di loro; “ungerli” di dignità per una partecipazione attiva. In breve, curare la loro “appartenenza”, consentire loro di “servire” non solo di essere “serviti”. Che non ci siano gli “altri” ma solo “noi”.

La biblista Rosanna Virgili, si è soffermata su “Chi mi ha toccato? Toccare e lasciarsi toccare dalla disperazione delle persone per rialzare e rialzarsi”.

Interessante ragionamento sulla domanda di Gesù a seguito del tocco della sua veste da parte della donna che da 12 anni non smetteva di sanguinare. Toccare Lui cambia la vita, in questo caso della donna che guarisce e anche di Gesù che sente che qualcosa è uscita da se stesso: “Figlia, la tua fede ti ha salvata”, non è Gesù che salva la donna ma il contatto con Lui. E ancora, la donna di Tiro che supplica Gesù di scacciare il demonio da sua figlia; lei non parla la lingua di Gesù ma Egli capisce perché la preghiera non ha idioma.

Un susseguirsi di esempi biblici, abilmente trattati dalla professoressa Virgili, che danno il senso concreto dell’importanza della preghiera paragonata ad un “graffio” che fa sanguinare te stesso nel luogo comune dell’andare in periferia, cosa prediletta da Cristo in cammino.

Padre Ricardo Perez Marquez, docente di Sacra Scrittura Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” in Roma ha invece intrattenuto i presenti con una interessantissima relazione: “Par Marie a Jesu. In cammino con Maria, madre di ogni uomo, verso l’abbraccio con Cristo”.

Una accurata analisi comportamentale di Maria dopo il suo “eccomi” all’Angelo inviato da Dio.

«Maria è turbata, si lascia stupire ma rimane concretamente disponibile e si mette subito in cammino. Non si nasconde dopo che l’Angelo va via, ma intraprende un lungo e non facile viaggio per andare a trovare un’altra donna, Elisabetta che si interroga del perché di questa speciale visita subito avvertita dal bambino che porta in grembo, quindi la benedice».

Padre Ricardo sottolinea questo aspetto, nuovo in relazione al ruolo fino allora riservato all’uomo; non è Zaccaria che benedice ma Elisabetta, alla quale Maria risponde con quella che sarà la preghiera profetica più bella della Scrittura.

E quindi riflette: “par Marie a Jesù” non è la fine del cammino ma l’incontro per accoglierlo, per essere scelti come ha scelto i suoi apostoli (Gv  6,70).

Accogliere Gesù vuol dire essere in sintonia con Lui, sarebbe un forte segnale di disponibilità a diventare Suoi apostolici laici, per sentirci accomunati nella sua ultima espressione terrena prima di salire in Cielo: “donna, ecco tuo figlio” e quindi al discepolo amato “ecco tua madre”.

Ed allora, “par Gesù a Marie”.

Riccardo Roccella

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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