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Pubblicato il 6 Ottobre 2022 | di Redazione

Cinque anni con Catullo e Medea

Ho frequentato il Liceo Classico “G. Carducci”. Eh sì, questi cinque anni sono decisamente volati: sei un piccolo rampollo nel pieno della tua adolescenza, con mille dubbi sul tuo futuro, passi in rassegna le squadre, le penne e i pennarelli mentre ti appresti ad affrontare la gravosa decisione su quale istituto superiore scegliere, chiudi gli occhi e li riapri con la barba, senza più brufoli, riguardi i pesanti vocabolari e ti fermi un attimo a riflettere. Ebbene, nel mio caso, aver scelto il liceo classico penso sia stata una scelta più che azzeccata. Sono entrato in punta di piedi, e non nascondo che ce n’è voluto di tempo per integrarmi: eravamo veramente una classe molto eterogenea, con 21 vissuti, 21 teste, 21 cuori molto diversi, ma posso dire che il tempo è servito a farci maturare e a farci conoscere meglio come compagni e come persone. Gli insegnanti ci hanno accolto a braccia aperte fin da subito, e alcuni di loro ci hanno accompagnato per tutti e 5 gli anni, vedendoci crescere, tra appunti presi e sonno in classe, tra domande sulla lezione e domande di vita, tra lacrime e risate.

Al classico ho potuto scoprire quanto la cultura greca e romana contenessero tantissimi punti di contatto non solo con la nostra società attuale, ma con il nostro io interiore, che allora come ora viveva gli stessi drammi, gli stessi dubbi, le stesse paure e le stesse passioni: dai tormenti d’amore di Catullo, che ricordano tanto quelli di un adolescente innamorato, alla pazzia di Medea, la cui sete di vendetta viene perpetuata ancora oggi purtroppo in molti drammi familiari, dalla paura della morte, a quella ancora peggiore di vivere una vita lunga ma infelice, vista attraverso le più che attuali opere di Seneca. Tante, tantissime sono le cose imparate in questi anni che hanno arricchito il mio bagaglio, non solo culturale, ma di vita, e grazie ad esse adesso sono pronto ad affrontare con consapevolezza il percorso universitario che ho scelto, che nel mio caso sarà proprio l’indirizzo di lettere classiche.

Carmelo Belluardo

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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