Società

Pubblicato il 2 Febbraio 2023 | di Saro Distefano

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Le ricette del convento

Sul canale FoodNetwork tre monaci propongono piatti gustosissimi portando un po’ di letizia nelle nostre case attraverso il mezzo televisivo

Esiste, e saranno almeno vent’anni, un canale televisivo che si chiama “Gambero Rosso”. Prende il nome dall’omonima rivista di cucina che, magari poco nota al grande pubblico, è invece una sorta di pietra miliare per gli appassionati di cucina e cultura culinaria.

Io, purtroppo per me, appartengo alla prima categoria, quella del “grande pubblico” e, pur conoscendo la rivista, non l’ho mai letta. Da qualche anno, però, guardo il programma televisivo. Esso propone tantissime varianti sullo stesso tema: la cultura culinaria. Quindi le ricette antiche, quelle moderne, le vegane e quelle a base di carne, o di pesce, e poi i grandi chef e i cuochi dilettanti, con alcune vere e proprie eccellenze, dei campioni inarrivabili e quasi venerati. Su tutti “Giorgione orto e cucina”, ovvero le ricette messe in opera da Giorgio Barchiesi, un umbro che ha un ristorante molto rustico e rappresenta il cuoco della tradizione italiana: grembiule e grossa pancia, condimenti dell’orto e della macelleria, abbondanza di olio e vino.

Dallo scorso maggio, prodotto da Food Network, va in onda “Le ricette del convento”, programma condotto da don Salvatore, coadiuvato da Don Anselmo e Don Riccardo. I monaci trasmettono dal loro convento, non uno qualsiasi, bensì la Abbazia di San Martino alle Scale, con annesso il monastero dell’Ordine di San Benedetto della congregazione cassinese, ovvero un aggregato monumentale ubicato nella frazione di San Martino delle Scale di Monreale, a due passi da Palermo.

Il programma vede i tre monaci, all’interno della grandissima cucina del loro convento, proporre varie ricette, tratte da antichi ricettari conservati nel convento. E sono ricette gustosissime, dai sedani con muddica e acciughe al falso magro, ma anche particolari combinazioni tra condimenti (per la gran parte molto diffusi in Sicilia e facilmente recuperabili negli orti e nei giardini dell’Isola del Sole, e rimaste per secoli gelosamente custodite nel silenzio del luogo sacro.

Invito alla visione, perché si tratta certamente di uno dei tanti, tantissimi programmi televisivi sulla cucina e l’arte tra i fornelli, ma assolutamente originale, particolare, praticamente unico. I tre religiosi, col più giovane Don Salvatore a condurre, che spiegano benissimo quali alimenti e condimenti e come cucinarli, ma pur sempre con la tonaca ed un sorriso, una letizia che attraversano il vetro del televisore. A parte l’odore, quasi si percepisce la gioia del palato all’interno di un medievale convento siciliano. Non conosco la genesi del programma, si potrebbe anche approfondire, ma qualcosa mi dice che non è esente da questa bellissima novità l’abbate di San Martino alle Scale: Vittorio Rizzone, archeologo, epigrafista tra i maggiori in Europa, autore di centinaia di pubblicazioni soprattutto sull’arte e la architettura sacre medievali in Sicilia. L’abate Vittorio Rizzone è un ibleo, nato 55 anni fa a Ragusa.

 

 

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Autore

Nato a Ragusa nel 1964 è giornalista pubblicista dal 1990. Collabora con diverse testate giornalistiche, della carta stampata quotidiana e periodica, online e televisive, occupandosi principalmente di cultura e costume. Laureato in Scienze Politiche indirizzo storico, tiene numerose conferenze intorno al territorio ibleo.



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