Vita Cristiana

Pubblicato il 21 Febbraio 2024 | di Alessandro Bongiorno

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Il perdono in famiglia profezia della pace nel mondo

Un invito al perdono, alla costruzione di una nuova civiltà che nelle città diventa profezia e nel mondo costruisce la pace. Questo il messaggio che il vescovo monsignor Giuseppe La Placa ha consegnato alle giovani coppie di fidanzati dei vicariati di Comiso e Vittoria nel corso dell’incontro che si è tenuto domenica scorsa a Vittoria nella basilica di San Giovanni Battista. «Il perdono rigenera la coppia, se vuoi essere felice un istante, vendicati! Se vuoi essere felice tutta la vita, perdona!» l’esortazione di monsignor La Placa.

«Custodire la pace nel cuore della coppia – ha aggiunto – è perdonarsi vicendevolmente e non dimenticare le ferite, piuttosto ricordare per imparare dagli errori commessi. Il vostro Amore è profetico e la vostra comunione dona al mondo fratellanza, amicizia, pace nelle relazioni e tra i popoli».

Un orizzonte davvero ampio e non potrebbe essere diversamente perché, come ricordato in forma di catechesi, «il matrimonio è il coronamento di un percorso iniziato perché da sempre scelti da Dio. Eravate nel cuore e nel pensiero di Dio che vi ha pensato luno accanto allaltro. La coppia e la famiglia diventano il segno più evidente dellamore di Dio».

Da questa visione nasce il compito per ciascuna coppia della testimonianza. Il compito non è solo quello di dare vita a una bella famiglia ma di contribuire, attraverso questa bella famiglia, a un mondo migliore, impastato di relazioni di fraternità, di accoglienza, di amicizia. «Compito – ha ricordato il vescovo – che nasce dalla natura stessa del matrimonio. Bisogna essere testimoni di un amore capace di ricucire e attraverso il quale si diventa profeti di una nuova civiltà. Se questo è possibile nella coppia può essere possibile nelle famiglie e nelle città diventa profezia».

Quindi il riferimento al perdono, alle difficoltà da accogliere e saper trasformare, proprio attraverso un perdono fatto con il cuore. «Il perdono ricrea. Perdonare senza dimenticare quella difficoltà per non ricaderci più. Tenerlo presente nella preghiera e riflessione per trasformare la fragilità in una risorsa. Si cresce gradino per gradino superando gli ostacoli».

Ed è il primo passo per ricostruire una pace interiore da ridonare all’esterno. «Custodire la pace, custodire la relazione. Noi custodiamo le cose a cui diamo valore». E un cuore che accoglie e contempla l’altro è un cuore che inizia a rendere concreta la pace. «Da ognuno di voi – ha concluso il vescovo – dipende la pace nel mondo».

(Foto Pippo Amodei)

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Autore

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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