Società

Pubblicato il 22 Febbraio 2024 | di Emanuele Occhipinti

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Fascia trasformata da riqualificare

Il tema ambientale non è l’argomento di moda del momento, né una serie educata di buoni comportamenti da applicare in casa o in azienda, ma è il tema centrale di un modello economico. Questo è il principio ispiratore del progetto TFT – Trasformare la Fascia Trasformata, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud, al fine di trasformare le modalità di produzione e gli stili di vita attualmente presenti in quella parte del territorio ibleo, la piana di Vittoria, conosciuto appunto come fascia trasformata. Principio ribadito durante il confronto sul tema “Ambiente, salute e riqualificazione della fascia trasformata” snodo di passaggio alla fase operativa, con il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni, addetti ai lavori, docenti, esperti in sviluppo sostenibile, sindacalisti, titolari di aziende, tutti attori correttamente convinti che dalla progettualità comune possano emergere soluzioni e percorsi operativi virtuosi per la filiera di produzione agroalimentare.

Abbiamo così scoperto – con l’intervento dell’avvocato Corrado Carrubba – che quello ambientale è un tema complicato e divisivo che costringe a fare mediazione e trovare punti di equilibrio, a partire dagli amministratori pubblici e dal legislatore. La gestione comunicata e partecipata dei processi di innovazione è l’unico modello inclusivo e solidale con il quale le persone non vedono i sacrifici ma il miglioramento della propria vita. Un modello economico a misura d’uomo – secondo anche il recente magistero di Papa Francesco – nel quale il sistema sociale ed economico, seppur messo alla prova da innumerevoli problematiche ambientali, riesce a competere e a rafforzarsi puntando su sostenibilità, coesione e bellezza. «La conversione ecologica potrà declinarsi se socialmente desiderabile – ha detto Carrubba, esperto in legislazione ambientale – e la bellezza è carattere distintivo dell’Italia: un modello economico ambientalmente sostenibile deve avere il coraggio di essere bello».

Certo, hanno rilevato gli esperti, occorre avere consapevolezza che i problemi di quella che abbiamo chiamato fascia trasformata, come i rifiuti e gli scarti di produzione, stanno dentro altri problemi quali il cambiamento climatico o la degradazione degli ecosistemi.

Ampia e scientificamente puntuale è stata l’analisi delle problematiche ambientali della “fascia trasformata”, prima di entrare nelle esperienze e proposte di crescita comune. Se ne è fatta portavoce Alessia Gambuzza, agronomo e referente dell’area ambientale del progetto, che non ha avuto reticenze nell’illustrare le criticità dei rifiuti che provengono dall’agricoltura, prioritariamente individuate nelle pratiche di smaltimento non corrette e nelle scarse azioni di controllo e vigilanza per lo smaltimento dei rifiuti speciali: contenitori di polistirolo, di fitofarmaci e fertilizzanti ancora contaminati, plastiche bianche per coperture e nere per pacciamatura, tubi, manichette e residui colturali (fratta), frammisti di materie plastiche (clips e fili)”. L’esperta e volontaria ambientale, come più volte da lei denunciato, ha riacceso i riflettori sui chilometri di costa a Marina di Acate invasi da rifiuti interrati, le cosiddette “dune di plastica”, le pericolose fumarole.

Malgrado la gente pensi che oggi sia importante occuparsi di questioni di salvaguardia della natura e di sostenibilità, la consapevolezza non è unanime. Lo scopo del presente contributo non è di approfondire la specialissima materia, quanto quello di educare al rispetto dell’ambiente, tutelare la natura e favorire le buone prassi nel campo della sostenibilità; a noi qui interessa additare positivamente la valenza educativa del progetto.

Partendo da semplici approcci individuali: pensiamo per esempio allo spreco di cibo, ai consumi consapevoli, alla raccolta correttamente differenziata, all’abbandono dei rifiuti, tema di cui non sarà mai abbastanza la denuncia.

Ma c’è anche un approccio comunitario che il professore Massimo Zortea, docente dell’UniTrento, ha individuato nel «costruire capacità nelle mani e nella testa delle persone, imprese, amministratori e privati cittadini»: formazione per imprese e staff, lavoro di moltiplicazione delle best practice, sviluppo di potenziali circuiti di filiera sostenibili, patti di filiera con la grande distribuzione, aggregazioni ed economie di scala. Lavorare insieme e seguire coloro capaci di vantare buone prassi, una speranza per fare di più e fare tutti. Paola Gurrieri, imprenditrice, ci ha raccontato come nella sua azienda, La Mediterranea, che produce fiori nel cuore della fascia trasformata, si risparmia acqua, si tutela il suolo, si usano contenitori riciclabili ed energie rinnovabili, si accendono lampade a basso consumo, si usano trattamenti con fitofarmaci solo quando serve, si pratica seriamente la raccolta differenziata, si usano tecniche agronomiche avanzate per risparmiare gas e combustibili per il riscaldamento delle produzioni. L’imprenditrice ha raggiunto la vetta di un concetto usuale in questo tempo di cammino sinodale della Chiesa diocesana: gli imprenditori agricoli, donne e uomini in uscita, portano concretamente il tema della cura del creato tra i filari dei fiori o nelle serre dei primaticci. «I temi dell’agricoltura, dell’ambiente e della sostenibilità, sono temi cari alla Chiesa locale e al Vescovo – ha detto Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana di Ragusa, che è partner esterno del progetto – . Dobbiamo fare in modo che buoni propositi, innovazioni e buone prassi siano il motore del cambiamento».


Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, lavora dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Ragusa, dove attualmente dirige il Mercato Imprese. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e vicepresidente Unitalsi Ragusa.



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