Tenere viva la memoria dei momenti significativi della vendemmia
La Sagra della Vendemmia di Pedalino è un evento che mette in moto tutta la comunità pedalinense compresa la Parrocchia, che si rende sempre disponibile alla collaborazione. Quest’anno a nome del direttivo, il presidente del C.S.C. Polisportiva, Gaetano Scollo, supportato
dal parroco ha invitato il Vescovo, S.E.Rev. Mons. Giuseppe La Placa, a partecipare all’inaugurazione della manifestazione. Onorato dall’invito, il Vescovo si è detto anche stupito e felice di trovare a Pedalino una realtà come quella della Sagra della Vendemmia, che testimonia la vivacità, la dedizione e soprattutto l’unione nella frazione.
Dopo il taglio del nastro da parte del sindaco, prof.ssa Maria Rita Schembari, è stata fatta una preghiera di benedizione curata proprio dal nostro Vescovo che successivamente ha pronunciato queste parole: “Per me è un po’ come tornare a casa, perché qui ho già tenuto la mia visita pastorale e dunque ho avuto modo di intrecciare relazioni, all’insegna della cordialità, con la maggior parte delle persone residenti. Ringrazio il parroco mons. Salvatore Burrafato per l’accoglienza e naturalmente il sindaco Maria Rita Schembari insieme a tutti i rappresentanti dell’organizzazione che mi hanno voluto fare partecipe della bellezza e della suggestione di questa festa di popolo”.
Altro momento importante è stato quello della domenica a mezzogiorno. Dopo il festival del folklore, con l’esibizione dei vari gruppi folk e dei carretti siciliani si è svolta, in piazza Gramsci, la benedizione dell’uva da parte del parroco che dopo aver spiegato ai presenti il senso della benedizione quale segno di ringraziamento a Dio per i prodotti della terra, ha invitato i presenti a recitare la preghiera del Padre nostro concludendo con la benedizione degli stessi presenti.
La sagra a Pedalino da sempre unisce folclore e tradizione e ha l’obiettivo di mantenere viva la memoria dei momenti significativi della vendemmia, tramandandoli alle nuove generazioni che rischiano ormai di non conoscere le proprie origini. Tra i collaboratori della manifestazione infatti sono anche presenti tre generazioni, a conferma del fatto che è nel nostro DNA la spinta a non far perdere le tradizioni rendendo la comunità unita in quei giorni di piacevole fatica e di festa per una degna accoglienza dei visitatori della sagra.
