Vita Cristiana

Pubblicato il 23 Dicembre 2024 | di Alessandro Bongiorno

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Chi e come potrà ottenere l’indulgenza

Sono sette i luoghi del pellegrinaggio nei quali i fedeli potranno conseguire l’indulgenza plenaria in occasione del Giubileo diocesano in occasione del 75esimo anniversario di fondazione della Diocesi e del Giubileo ordinario indetto da Papa Francesco. Si tratta della Cattedrale S. Giovanni Battista (Ragusa), della Croce gloriosa del Giubileo (Ragusa), del Santuario Maria SS. del Carmine (Ragusa), del Santuario Maria SS. di Gulfi (Chiaramonte Gulfi), del Santuario diocesano dell’Immacolata (Comiso), del Santuario diocesano dell’Addolorata (Monterosso Almo), del Santuario Madre di Dio e della Salute (Vittoria). Lo ha decretato il Vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, acquisiti i decreti della Penitenzieria Apostolica.

Chi e come potrà conseguire l’indulgenza plenaria?

Tutti i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza plenaria, applicabile anche alle anime dei fedeli defunti, intraprendendo un pio pellegrinaggio verso i luoghi di culto indicati e visitandoli con devozione, soddisfacendo alle condizioni ordinariamente previste. Per il Giubileo ordinario è prevista anche la partecipazione alla santa messa, per il Giubileo diocesano è richiesto di pregare per la Diocesi di Ragusa. I fedeli potranno ottenere l’indulgenza giubilare anche se, con animo devoto, parteciperanno alle Missioni popolari, a esercizi spirituali o ad incontri di formazione del Concilio Vaticano II o del Catechismo della Chiesa Cattolica, da tenersi in una chiesa o altro luogo adatto, secondo la mente del Santo Padre. L’indulgenza viene annessa anche alle opere di misericordia e di penitenza con le quali si testimonia la conversione intrapresa.

È possibile conseguire l’indulgenza anche per chi non potrà compiere il pellegrinaggio ai luoghi giubilari?

I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, coloro che in ospedali o luoghi di cura prestano servizio continuativo ai malati) conseguiranno l’indulgenza giubilare se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o laddove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di fede e altre preghiere conformi alla finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.

La remissione e il perdono dei peccati

Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno Santo, purificati attraverso il sacramento della Penitenza e ristorati dalla Santa Comunione, pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, dal Tesoro della Chiesa potranno conseguire pienissima indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, da potersi applicare alle anime del Purgatorio in forma di suffragio.

«Che l’abbondanza della misericordia di Dio riversata su di noi – ha detto il Vescovo nell’omelia in occasione dell’apertura del Giubileo diocesano – ci consenta di vivere con gioia questo tempo che ci sta innanzi. Gioia per quello che fin qui abbiamo ricevuto in dono da coloro che ci hanno preceduti e che, con la loro testimonianza evangelica, hanno consentito che l’annuncio e il dono della fede giungesse fino a noi. È una storia, la nostra, di cui fare memoria, una storia di fede, di annuncio, di carità; una storia da amare e da custodire».

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Autore

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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