Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Ottobre 2025 | di Emanuele Occhipinti

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Radici di Fede, germogli di Speranza

La Diocesi di Ragusa ha vissuto un anno di grazia, pieno di iniziative, per riportare alla memoria due date decisive della sua giovane storia: il 75° anniversario della fondazione, avvenuta il 6 maggio 1950, e il 70° anniversario del suo riconoscimento giuridico, il 1° ottobre 1955. Non si tratta di semplici ricorrenze cronologiche, che pure sono importanti per seminare il ricordo in quanti non erano nemmeno nati, ma di occasioni per contemplare la fedeltà di Dio e la sua presenza operante in mezzo a noi, più che i documenti storici.

La conclusione del Giubileo diocesano è stata celebrata con il solenne pontificale in Cattedrale, presieduto da Mons. Giuseppe La Placa. Il Vescovo orienta i sentimenti di tutti verso la riconoscenza filiale ed il rendimento di grazie al Signore che ha sempre sostenuto la Diocesi con la forza del suo Spirito e ne ha ricordato il “mosaico di grazia” che si è generato: la dedizione dei nostri pastori, l’impegno generoso di tanti fedeli laici, la fondazione di istituzioni di carità e di formazione, l’attività missionaria, la vitalità dei gruppi ecclesiali, la testimonianza della vita religiosa e contemplativa, e la dedizione fedele dei sacerdoti e dei consacrati. Una presenza che fa “gioire in cielo” quanti operarono con lo studio, la preghiera e l’azione tenace per l’erezione della Diocesi. «È il frutto di una benedizione che ci precede e ci accompagna, trasformando la memoria storica in gratitudine e in slancio missionario» ha sottolineato Mons. La Placa.

Ricordare il passato ci colloca più propriamente nel presente, per prospettare al meglio il cammino nel futuro: l’occasione del Giubileo, unito alle altre mirabili esperienze di quest’anno, il Giubileo Universale e il prosieguo del cammino sinodale, ci aiutano a definire il profilo della nostra Chiesa locale. Senza indugiare in aggettivi talvolta abusati ma ancora in attesa di piena attuazione, occorre ritrovarsi «pronti a costruire insieme una Chiesa viva, aperta e missionaria». Quindi una Chiesa viva, non ripiegata su ciò che non va ma sempre desiderosa di testimoniare la presenza di Gesù vivo tra gli uomini; aperta a tutti, dove ognuno, dal più piccolo al più grande, ha la sua voce, il suo ruolo e la sua corresponsabilità; missionaria nella carità e nell’annuncio della parola buona del Vangelo.

Con una chiara modalità: “insieme”, modalità che il cammino sinodale sta declinando senza ombre malgrado le possibili resistenze in ciascuno di noi e nella prassi pastorale. E con uno stile che il Vescovo Giuseppe ha eloquentemente sottolineato: quello “materno”, immagine tanto cara alla Scrittura: «la Chiesa è grembo che genera alla fede, seno che nutre di consolazione, casa che accoglie e custodisce. La Chiesa è madre per vocazione: chiamata a essere segno visibile dell’amore di Dio, che accoglie, consola e sostiene ogni uomo, rendendo presente nella storia la tenerezza del Padre».

E proprio come la Madre che noi amiamo, la Vergine Maria, alla Diocesi in festa è dato il mandato di «vivere con fedeltà lo stile della semplicità e della piccolezza evangelica». Nella “logica del seme nascosto” l’invito a ridimensionare le nostre ansie di risultato e a comprendere che la vita cristiana non si misura solo con numeri o visibilità immediata ma con la fedeltà quotidiana e i piccoli gesti d’amore che nascono da un cuore sincero. «Ciò che è autentico spesso cresce lentamente in modo invisibile agli occhi del mondo ma profondamente efficace nella costruzione del regno di Dio. La grandezza non è ostentazione ma umiltà, pazienza e fiducia». In questa logica, concludiamo questo anno giubilare con una consapevolezza per noi e per l’azione pastorale: accanto alle celebrazioni e ricorrenze, accanto a feste e iniziative spettacolari, a far crescere la Chiesa è «la coerenza di uno stile di vita cristiano che si esprime nel quotidiano: la catechesi impartita con dedizione, la visita agli ammalati, la condivisione dei piccoli compiti, il tempo donato agli altri senza clamore. In questo silenzioso fermento, la grazia dello Spirito opera trasformazioni profonde, e ciò che appare piccolo e nascosto diventa vita feconda per tutti».

E lo concludiamo facendo propria l’invocazione e l’impegno: «possa il Signore benedire la nostra amata Chiesa di Ragusa, custodire i suoi pastori e infondere in ciascuno di noi uno spirito di servizio e di corresponsabilità. Che ciascuno sappia mettere a disposizione della Chiesa i propri doni e carismi, contribuendo, con gioia e generosità, alla crescita del Regno di Dio in mezzo a noi».

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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