Vita Cristiana

Pubblicato il 25 Gennaio 2025 | di Emanuele Occhipinti

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Pellegrini di Speranza, aperto l’Anno Giubilare

Una lunga e partecipata processione, dalla chiesa di San Francesco d’Assisi alla Cattedrale, ha preceduto la solenne celebrazione di apertura nella Chiesa di Ragusa dell’Anno Giubilare, comunemente detto anche “Anno Santo”, perché destinato alla riconciliazione con Dio e a promuovere la santità della vita di ciascuno.

Il pellegrinaggio

Una lunga processione, clero, religiosi, persone con disabilità, fedeli laici, per rendere visibile uno dei temi centrali dell’Anno Giubilare, quello del pellegrinaggio; un invito a mettersi in cammino non solo fisicamente ma anche interiormente, per trasformare sé stessi, poiché il pellegrinaggio è un simbolo di cambiamento, un’esperienza di fede e di sequela. Una lunga processione a rendere immediatamente visibile che il cammino del pellegrino non è un fatto individuale, ma comunitario, che tende sempre più verso la Croce. E la Croce dinamicamente ha preceduto il pellegrinaggio verso la Cattedrale, come se tutto il popolo fosse aggrappato ad essa, segno della fede che abbraccia e soprattutto della speranza che non può mai essere abbandonata, tema e motto di questo Giubileo 2025: Peregrinantes in Spem.

La Croce

Con la Croce tra le mani il Vescovo monsignor Giuseppe La Placa è entrato nella chiesa Cattedrale, il pastore precede il gregge e entra dalla porta dell’ovile, perché chiunque entri, sia salvo. A differenza del Giubileo straordinario del 2016, in questo Anno Santo non è stata aperta in ogni diocesi la Porta Santa, simbolo universalmente conosciuto del Giubileo; le Porte Sante sono e restano aperte in San Pietro e nelle altre basiliche principali romane oltre che nel carcere di Rebibbia. Tuttavia, la Porta rappresenta la scelta di seguire Cristo, richiamando il Vangelo di Giovanni, in cui Gesù si definisce “la porta” attraverso cui si è salvati. E dalla porta centrale della Cattedrale il Vescovo ha fatto il suo ingresso nella chiesa, spazio sacro di comunione, di dialogo, di riconciliazione e pace e simbolo della comunità dei fedeli. Proseguendo in questo itinerario liturgico, si è poi diretto al fonte battesimale, perché tutti potessimo rinnovare la Professione di Fede, sintesi delle verità della nostra fede cristiana, che da battezzati siamo chiamati a testimoniare nella vita. E dell’acqua battesimale tutti i presenti sono stati aspersi.

Apriamoci alla misericordia di Dio

«L’Anno Santo, al quale con questa solenne Celebrazione diamo inizio – ha esortato il Vescovo – è un’opportunità che non possiamo e non dobbiamo perdere. Apriamoci alla misericordia di Dio. I pellegrinaggi che quest’anno faremo a Roma e negli altri luoghi giubilari siano segno del nostro desiderio di conversione, per orientarci verso la Santità di Dio». Esortazione alla quale ha aggiunto tre forti richiami per vivere l’Anno Giubilare: essere pellegrini di speranza poiché è nella speranza che possiamo comprendere il senso della storia e della nostra vita; e la Speranza cristiana ha un nome e un volto Gesù Cristo. La carità, elemento essenziale della vita cristiana, la quale conferisce senso e valore alle pratiche del pellegrinaggio e dell’indulgenza giubilare, evitando che siano ridotte a mere ritualità; durante il Giubileo, la carità, l’attenzione e la cura per i fratelli devono essere vissuti quale espressione concreta di conversione e testimonianza cristiana. Ed infine la preghiera, relazione che ci apre a Dio e ci conferma nel suo amore. «Fratelli carissimi – è stato il mandato del Vescovo – in questo Anno Giubilare la luce della speranza possa accendersi nei nostri cuori e, attraverso di noi, nel cuore di chi ci è vicino».

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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