Vita Cristiana

Pubblicato il 29 Maggio 2025 | di Redazione

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Chiamati a passare ogni giorno da un’infinità porte sante

Nel santuario diocesano dell’Immacolata, a Comiso, designato sede giubilare, giovedì 24 aprile, ha avuto luogo una meditazione a cura del professor Sebastiano Burgaretta, dal tema “Giubileo quotidiano ai cristiani”. Il relatore, noto scrittore di Avola, studioso di etno-antropologia e finissimo poeta, ha offerto una sapiente lettura sul significato profondo dell’Anno Santo nella vita di fede di ogni cristiano.

Il Giubileo, esordisce il professore Burgaretta, è un grande evento religioso, l’anno giubilare è l’anno di Cristo, portatore di vita e di grazia all’umanità.

Le origini del Giubileo si ricollegano all’Antico Testamento: la tradizione biblica parla dell’Anno Giubilare come di un tempo di riposo, di passaggio dalla restrizione alla liberazione e alla condivisione, come un anno di rinascita spirituale, materiale, religiosa e sociale (Lev 25, 8-13), per ristabilire il giusto rapporto con Dio, con gli altri e con la creazione. Nella tradizione della Chiesa cattolica, il Giubileo fu istituito nel 1300 da Papa Bonifacio VIII.

Un segno fortemente simbolico è il passaggio per la Porta Santa, una sorta di rituale Pésach, di Pasqua. Cristo è Porta di passaggio dalla morte alla vita, Pasqua per l’umanità, che attraverso di Lui va al Padre. Il passaggio per la Porta Santa porta ad una vita nuova, fa risorgere in Cristo e i Cristiani sanno che vivere in Cristo è vivere con il Padre (Gv 10, 7). Nella speranza che è Lui, i cristiani sono stati chiamati da Papa Francesco a passare quotidianamente, ogni giorno, per questa Porta: Peregrinantes in spem, nell’interiorità di vita, in spirito e verità.

L’esperienza giubilare, pertanto, non è un avvenimento separato dalla vita quotidiana ma diventa un’occasione di rinnovamento e conversione, da vivere con autenticità, momento per momento, nella quotidianità della vita, da tradurre, in stile di vita, nell’esistenza di tutti i giorni. Il Vangelo, nel quotidiano, ci chiama a porci in ascolto e in ascolto obbediente, quell’ascolto che non si ferma al solo dato conoscitivo della realtà, ma va oltre, l’ascolto preparato dal silenzio vero, per lasciare spazio allo Spirito che visita l’animo umano, in atteggiamento orante e di serio discernimento, in offerta di vita, in ogni azione. Riusciamo, sintonizzandoci sui bisogni altrui, a fermare le nostre corse quotidiane, a rispondere a chi ci chiede attenzione, affetto, ascolto oppure, magari senza accorgercene, ci ritraiamo all’interno del nostro egoismo, del nostro modo di pensare, di sentire?

Al cuore del Giubileo, sottolinea il professor Burgaretta, c’è l’incontro personale con Gesù, il Maestro, Via, Verità e Vita, che ci interpella a riscoprire il dono della fede da coltivare e testimoniare.

Il Giubileo è, quindi, un tempo speciale di ascolto della Parola, di discernimento, di preghiera e di riconciliazione; il cammino giubilare è un cammino comune che porta a un rinnovato impegno nella vita di fede. Sempre e dappertutto è giubileo quotidiano per i cristiani, sempre è jubilo del core per le persone dal cuore puro. E, in merito, il relatore cita le parole della scrittrice ebrea Edit Bruck, sopravvissuta nel campo di sterminio di Auschwitz: “La porta santa del Giubileo è il mio cuore che non odia nessuno”.

Ogni giorno, continua il professore Burgaretta, il cristiano ha a disposizione un’infinità di porte giubilari, per le quali è chiamato a passare se veramente vuole vivere il Giubileo.

E conclude la meditazione con le parole che Papa Francesco, rivolgendosi ai sacerdoti, ha consegnato a tutti i cristiani il giovedì santo, dicendo che il Giubileo non si vive una volta ogni 25 anni, ma nella prossimità quotidiana, nella continua conversione, e invitando i sacerdoti, e con essi tutti i battezzati, ad essere pellegrini e annunciatori di speranza.

La meditazione è stata certamente occasione per una riflessione di respiro pastorale, una sollecitazione a scelte spirituali e personali concrete e coerenti, in risposta all’urgente bisogno universale di amore e di speranza.

Daniel Muraru

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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