Società

Pubblicato il 23 Marzo 2026 | di Vincenzo La Monica

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Il cuore di Cristo e le periferie dell’uomo

Quanto dista il cuore di Cristo dalle periferie dell’Uomo? È la domanda che è stata alla base dell’incontro tenutosi lo scorso 19 febbraio, presso la Parrocchia Maria SS. Nunziata di Ragusa, dove la Caritas diocesana e Il Percorso di Formazione alla Vita Cristiana hanno convocato operatori, volontari e studenti per un momento formativo sulla Dilexi Te di Papa Leone XIV, curato dal biblista don Carmelo Russo.

Introdotto dalla riflessione del nostro vescovo Giuseppe che ha invitato i partecipanti ad “avere occhi capaci di penetrare la vita dei nostri fratelli più fragili, per capire non solo quello che noi possiamo dare a loro, ma anche quello che loro possono dare a noi”, la riflessione di Carmelo Russo ha offerto una prospettiva chiara e provocatoria: “I poveri sono i soggetti della pastorale, non gli oggetti.

Per dimostrare la sua tesi il biblista ha tracciato un ponte teologico e sociale di straordinaria attualità, tra il magistero di Papa Francesco, espresso nell’enciclica Dilexi nos, e quello di Papa Leone, invitando a riscoprire il legame indissolubile tra la spiritualità profonda e l’impegno verso gli ultimi.

Nella prospettiva dell’amore di Cristo l’opzione preferenziale per i poveri smette di essere una semplice scelta etica o politica per rivelarsi come una categoria teo-antropologica fondamentale. Essa definisce l’essenza stessa dell’uomo in relazione a Dio: riconoscere Cristo nel volto dei sofferenti è l’atto supremo di fede.

Don Russo ha tracciato alcune tappe fondamentali di questa consapevolezza che vanno dal Concilio Vaticano II alla II Conferenza Generale dell’Episcopato latino-americano del 1968, tenutasi a Medellín e che hanno coronamento nella III Conferenza di Puebla. Fu in quei contesti che il concetto di opzione preferenziale per i poveri assunse una forza dirompente, portando alla nascita della definizione di «Chiesa dei poveri». Una Chiesa, cioè, che assume la condizione di povertà come propria forma di testimonianza evangelica.

Il cuore di Cristo, fulcro della Dilexi te, diventa così anche il motore di una trasformazione sociale. Laddove il mondo edifica strutture di peccato e marginalizzazione, la fede è chiamata a generare «strutture di grazia». Queste ultime sono spazi, relazioni e istituzioni capaci di incarnare la tenerezza di Dio e di farsi prossime alle “periferie dell’umano”.

Come ha concluso il direttore della Caritas Domenico Leggio, si è trattato di “un incontro segno di una Chiesa che desidera riflettere, formarsi e camminare insieme. Credo che da questo incontro a cui hanno partecipato numerosissime persone provenienti da ogni parte della diocesi, ci possiamo portare nel cuore l’insegnamento che il servizio ai poveri è un modo diretto per seguire l’esempio di Cristo.”

 




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