Società

Pubblicato il 29 Settembre 2026 | di Giovanna Inguanti

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Settembre e il coraggio di ricominciare

Settembre, con le sue giornate che lentamente cambiano luce, i libri scolastici e i quaderni nuovi, le porte delle scuole che si riaprono, le strade che tornano a riempirsi, è il momento dell’anno in cui tutto sembra parlare di cambiamenti. Per i giovani, in particolare, settembre è spesso un tempo di passaggio. C’è chi comincia l’Università, chi affronta un nuovo lavoro, chi si prepara a un esame, chi lascia la propria città, chi inizia in una nuova scuola, tra compagni e volti ancora da conoscere. E molti si interrogano sulla validità delle proprie decisioni. Sono scelte diverse, ma hanno qualcosa in comune: chiedono tutte coraggio. Perché ogni nuovo inizio porta con sé una speranza, ma anche la paura di non essere all’altezza, di sbagliare, di non sapere se la strada presa sia quella giusta. E, di nascosto, anche qualche lacrima.

Non tutte le scelte saranno perfette e, di certo, non tutte le strade saranno quelle definitive. Ci saranno errori, attese, porte chiuse e occasioni inattese. Ma anche da ciò che non va come previsto può nascere una crescita autentica.

Settembre ci ricorda che ricominciare non significa dimenticare ciò che è stato, ma portarlo con sé. Le esperienze dell’estate, le persone incontrate, le fatiche e persino le delusioni possono diventare il terreno da cui ripartire. Ogni nuovo inizio è un’occasione per scegliere con maggiore consapevolezza, per riconoscere ciò che conta davvero, per avere il coraggio di cambiare direzione, quando necessario.

E allora, mentre le scuole riaprono e le attività riprendono, forse vale la pena fermarsi un momento e guardare i giovani non soltanto per ciò che devono ancora diventare, ma per ciò che sono già: persone portatrici di desideri, capacità, domande e speranze. Persone che hanno bisogno di fiducia e non di etichette; di opportunità e non soltanto di aspettative; di adulti che sappiano dire, con la vita prima ancora che con le parole: puoi farcela e non sei solo.

Il futuro non è una promessa già scritta. È una possibilità che prende forma attraverso le scelte, gli incontri e il coraggio di continuare. E forse la speranza più grande è che ciascuno possa trovare una strada da percorrere, qualcuno con cui condividerla e la fiducia necessaria per muovere il primo passo.

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Autore

Nata a Vizzini (Ct) vive a Ragusa dal 2005. Laureata in Lettere Classiche e in Filologia Classica, è docente di Italiano, Latino e Greco presso l'I.I.S. Vico -Umberto I - Gagliardi di Ragusa.



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