Blog

Pubblicato il 16 Dicembre 2025 | di Enrico Giordano

0

Colletta alimentare, un gesto che fa crescere la speranza

Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, ma per una volta la “foresta” ha preso la parola: uscendo dalla parafrasi il lavoro quotidiano del Banco Alimentare di recupero delle eccedenze alimentari della nostra opulenta società per girarle a chi opulento non è, anzi, è uscito allo scoperto e per il 29o anno ha chiesto l’aiuto ed il contributo diretto dei consumatori che sabato 15 novembre (ma online per tutto il mese) sono stati invitati a fare un po’ di spesa in più a favore dei bisognosi.

«Se cresce la povertà deve crescere anche la solidarietà, la Colletta Alimentare è un piccolo gesto che risponde a una domanda importante di come arrivare a fine mese: è un gesto di grande fiducia oltre che una risposta concreta» ha dichiarato il Presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi dopo aver partecipato all’iniziativa e più di 5 milioni hanno risposto invitati da un esercito di circa 155 mila volontari che vedono nella Colletta «un modo per donare speranza per condividere quello che abbiamo – come ha dichiarato mons. Renna, arcivescovo di Catania, mentre riempiva il suo carrello – …il Banco Alimentare… viene ad aprire i nostri cuori e viene a renderci artigiani di speranza».

La speranza che ha mosso Mario, docente liceale, a chiedere ai suoi alunni di fare un turno durante la Colletta affiggendo, con molta speranza e qualche perplessità, in bacheca una griglia oraria per raccogliere le disponibilità e scoprendo che le adesioni sono state tante da riempire una seconda colonna, un secondo supermercato.

Non è solo un soddisfare un bisogno altrui ma si apre un mondo ed un modo diverso di vivere: “La carità che educa” è stato il titolo della serie di incontri che in tutta la regione, anche a Ragusa, hanno presentato la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (questo il nome completo). Si creano connessioni.

Connessioni tra i volontari: Daniela, infermiera professionale, trova al suo fianco una parrocchiana sconosciuta, ma sono tutt’e due lì con la pettorina arancione e si conoscono, si scambiano esperienze, “ma tu perché lo fai?”.

Connessioni con i “consumatori”: a Gina una signora porta un intero carrello e sei caffè. Il carrello perché “ho avuto bisogno e sono stata aiutata”, i caffè per ristorare i volontari lì da tante ore per un’opera tanto “buona”.

Si genera una rete, un popolo. Ieri fra i volontari anche tanti bambini, magari con i genitori e i piccoli guardano i grandi che donano il loro tempo o la loro spesa: che mondo costruiranno su queste basi (accoglienza e gratuità) quando saranno cresciuti?

Alla fine i numeri (ma sono poi così tanto importanti?) della provincia di Ragusa: 33,7 tonnellate raccolte, 68 supermercati, circa 400 volontari (tanti non si registrano neanche) compresi autisti e magazzinieri, scout e Lions, i mezzi di due enti pubblici (Provincia e Poste) e privati (Canzonieri) e la connessione di Blu Nova.

È stata una bellissima giornata, bellissima e buona, ben “spesa”.

Tags:


Autore

Nato a Ragusa nel 1959. Bancario dal 1979 al 2022. Aderisce all’associazionismo ecclesiale ed è dedito al volontariato rivolto verso l’aiuto alimentare agli indigenti e per il rispetto del diritto alla vita. Già direttore di Insieme e presidente del Movimento per la Vita di Ragusa.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑