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Pubblicato il 13 marzo 2017 | di Silvio Biazzo

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Francesco, il Papa che ha stravolto la Chiesa

13 marzo 2013, la Chiesa universale cattolica ha il suo nuovo Pastore. E’ Jorge Mario Bergoglio, (al tempo 76 anni), argentino, arcivescovo di Buenos Aires, sono trascorsi quattro anni: ha scelto di chiamarsi Francesco. Ripercorriamo quei momenti. L’annuncio è dato dal Protodiacono Jean-Louis Tauran, viene eletto al quinto turno di votazione dai 115 cardinali riuniti nella Cappella Sistina. E’ il 266esimo successore di Pietro e subentra a Benedetto XVI che ha rinunciato al Pontificato il 28 febbraio.

La fumata bianca dal comignolo è arrivata alle 19,06. La folla trepidante che inonda Piazza San Pietro ascolta con commozione l’annuncio! La Piazza è gremita fino all’inverosimile nonostante la pioggia, la fumata bianca arriva dopo le prime due nere, l’esultanza dei fedeli rasenta il parossismo, nella piazza decine di migliaia di ombrelli coprono l’immensa fiumana umana, si aspetta il nome del nuovo Papa, alle ore 20,14 , è il Cardinale Protodiacono Jean-Louis Tauran ad affacciarsi dal balcone della loggia centrale della Basilica di San Pietro, pronuncia le storiche parole in latino:

“Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum Jorge Mario Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio qui sibi nomen imposti… Francesco: è il 266.mo Successore di Pietro”

Il suo predecessore: Benedetto XVI, oggi è Papa emerito della Chiesa cattolica, è stato vescovo di Roma e nonché sommo pontefice della Chiesa universale, sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice,dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013. È stato il settimo pontefice tedesco nella storia della Chiesa cattolica, il sesto fu papa Stefano IX.

Nel concistoro ordinario dell’11 febbraio 2013 ha annunciato la sua rinuncia «al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro», con decorrenza della Sede vacante dalle ore 20.00 del 28 dello stesso mese: da quel momento il suo titolo è diventato romano pontefice emerito o papa emerito mentre il suo trattamento è rimasto quello di Sua santità. È stato l’ottavo pontefice a rinunciare al ministero petrino, se si considerano unicamente i casi dei papi Clemente, Ponziano, Silverio,Benedetto IX, Gregorio VI, Celestino V e Gregorio XII, di cui si hanno fonti storiche certe.

Quello che si è aperto il 12 marzo 2013 scorso è stato il 75.mo Conclave nella forma in cui lo conosciamo oggi, ovvero a partire da quanto stabilì Gregorio X nel 1274. Per il periodo precedente si parla semplicemente di elezione del Pontefice. Il primo Conclave della storia fu quello di Arezzo nel 1276 con l’elezione di Innocenzo V. Nel 1621 Gregorio XV introdusse l’obbligo del voto segreto e scritto. Nel 1904 Pio X proibì il preteso diritto di esclusiva, in qualsiasi forma, in base al quale alcuni sovrani cattolici, specialmente nel ‘600 e ‘700, avevano cercato di arrogarsi il diritto di porre il veto sull’elezione di una persona.

Con il Motu Proprio “Ingravescentem Aetatem” Paolo VI decise che i cardinali potessero essere elettori solo fino al compimento degli 80 anni. La legislazione oggi in vigore è la “Universi Dominici Gregis”, del 1996, voluta da Giovanni Paolo II che stabilisce che il Conclave si deve tenere nella Cappella Sistina, i cardinali devono risiedere nella casa Santa Marta e vengono soppressi gli altri due modi di elezione: per acclamazione o ispirazione e per compromesso.

All’epoca ci si domandava chi fosse il nuovo Papa: timido, schivo, di poche parole, Jorge Mario Bergoglio è il primo Papa gesuita.
Argentino, di origini piemontesi, spaventato dal confronto con il cardinale decano, scongiurò addirittura i suoi sostenitori a non votarlo. Bergoglio è sempre stato restio ad accettare ruoli curiali. Oppositore del lusso e degli sprechi (ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici) quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri. Oggi questi suoi sentimenti sono spesso osteggiati e non condivisi del tutto.

Nel suo Paese è stato un trascinatore di folle e una figura di riferimento nella Chiesa sudamericana. E’ sempre stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità e la sua autoreferenzialità. Contesto’ l’apertura dei gesuiti alla Teologia della Liberazione negli anni ’70 e questa posizione forse gli è valsa l’accusa ingiusta di connivenza con il regime dei generali, anche se peraltro non ci sono mai state prove ne’ indizi della sua vicinanza alla dittatura. Ed anzi nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe commesse negli anni della dittatura.

Un mea culpa che dette più fiducia nell’istituzione ecclesiale, Arcivescovo di Buenos Aires, Bergoglio è
stato professore di letteratura e psicologia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed e’ entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. E’ stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69.

L’argentino Bergoglio, cardinale di grande esperienza e afflato pastorale, era già tra i papabili nel conclave del 2005. Secondo alcune ricostruzioni, ad esempio quella del vaticanista Lucio Brunelli che ha raccolto il diario di un cardinale elettore, fu proprio Bergoglio a contendere a Ratzinger l’elezione in quell’aprile di 8 anni fa. E risulto’ il secondo più votato dopo lo stesso Benedetto XVI.

Superfluo parlare adesso di quanto e cosa ha fatto Papa Francesco in questi pochi anni di pontificato, ci piace solo sottolineare gli enormi echi di consensi acquisiti in tutto il mondo soprattutto dalla povera gente e da quanti desiderano che la Chiesa sia lo specchio della vita e degli insegnamenti del Cristo.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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