Vita Cristiana

Pubblicato il 29 Aprile 2018 | di Redazione

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Riscoprire la santità della porta accanto

Ognuno di noi è chiamato alla santità, a quella santità che si costruisce nei gesti e nella vita di tutti i giorni. Lo afferma Papa Francesco nell’esortazione apostolica “Gaudete ed exsultate” che è stata resa pubblica nei giorni scorsi.

Il Papa ci invita a riconoscere la santità senza dover necessariamente andare a scorrere il calendario. Ci propone il modello dei santi  “della porta accanto”, persone come noi che riescono a dare un senso alla propria vita e con coerenza danno testimonianza. «Mi piace vedere la santità – scrive il Papa – nel popolo di Dio paziente”: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante». È proprio questa la “santità della porta accanto”, una sfida e una chiamata proprio per chiunque voglia vivere in pienezza la propria fede.

La manifestazione della santità della vita quotidiana non va cercata in fenomeni straordinari ma nel vivere oggi le beatitudini «la carta d’identità del cristiano». E così Papa Francesco le declina al presente nell’orizzonte della santità: «Essere poveri nel cuore, questo è santità; reagire con umile mitezza, questo è santità; saper piangere con gli altri, questo è santità; cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità; guardare e agire con misericordia, questo è santità; mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, questo è santità; seminare pace intorno a noi, questo è santità; accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità».

Il Papa detta anche delle regole di comportamento che segnano il confine tra l’essere cristiani e il non esserlo affatto: «Quando incontro una persona che dorme alle intemperie, in una notte fredda, posso sentire che questo fagotto è un imprevisto che mi intralcia, un delinquente ozioso, un ostacolo sul mio cammino, un pungiglione molesto per la mia coscienza, un problema che devono risolvere i politici, e forse anche un’immondizia che sporca lo spazio pubblico. Oppure posso reagire a partire dalla fede e dalla carità e riconoscere in lui un essere umano con la mia stessa dignità, una creatura infinitamente amata dal Padre, un’immagine di Dio, un fratello redento da Cristo. Questo è essere cristiani! O si può forse intendere la santità prescindendo da questo riconoscimento vivo della dignità di ogni essere umano?». Quindi un monito: «Il consumismo edonista può giocarci un brutto tiro», ma «anche il consumismo di informazione superficiale e le forme di comunicazione rapida e virtuale possono essere un fattore di stordimento che si porta via tutto il nostro tempo e ci allontana dalla carne sofferente dei fratelli».

L’esortazione apostolica vuole indicare a tutti la via per vivere la santità nel nostro mondo contemporaneo. Il Papa indica anche le criticità della cultura di oggi che possono allontanarci dai modelli di santità: «L’ansietà nervosa e violenta che ci disperde e debilita; la negatività e la tristezza; l’accidia comoda, consumista ed egoista; l’individualismo, e tante forme di falsa spiritualità senza incontro con Dio che dominano nel mercato religioso attuale». Rischi reali ai quali dobbiamo resistere con sopportazione, pazienza e mitezza; con gioia e senso dell’umorismo («Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza»); con audacia e fervore; in  comunità («Se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo»); in preghiera costante.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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