Cultura

Pubblicato il 6 Marzo 2019 | di Redazione

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Il rapporto studi universitari-lavoro

Ripensare la facoltà di Lingue di Ibla?

La questione della percezione del rapporto fra università e lavoro tra gli studenti ragusana è estremamente eterogenea e il quadro che ne risulta è coerente, anche se non molto positivo. In termini occupazionali, si rileva una limitata domanda di lavoro qualificato nel nostro territorio: la contrazione del mercato, anche ragusano, a seguito della crisi del 2008, si è accompagnata a una maggiore mobilità dei ragazzi in uscita verso centri cittadini più dinamici e ricchi di opportunità lavorative e professionali. Non indifferente, a tal proposito, è il peso del fattore salariale: la retribuzione, infatti, è un elemento non determinante ma influente nella scelta dei ragazzi.

Tra i fattori endogeni della Struttura Didattica di Lingue a Ragusa, che favoriscono l’inserimento professionale dello studente, sono da annoverare le maggiori occasioni di formazione postlaurea (con la recente predisposizione di un master) e il miglioramento qualitativo del processo di progettazione dei corsi di studio nei confronti dell’adeguamento degli sbocchi professionali, tra cui l’insegnamento per l’accesso ai concorsi e quello turistico, orientato verso il patrimonio culturale e paesaggistico di cui il nostro territorio è molto ricco. A tal proposito, è stato aperto anche un tavolo Mast (Management per lo Sviluppo Territoriale) ed è stata ampliata la collaborazione con il Con (Centro Orientamento e Formazione).  È indubbio che l’Università di Ibla stia attraendo risorse umane qualificate: funzione che, come nota Gianfranco Viesti, «si aggiunge alle altre ormai note (accumulazione di capitale umano, creazione e trasferimento della conoscenza, miglioramento della qualità delle economie locali e dei sistemi politici). Ma i dati relativi all’occupazione dei laureati risentono di una notevole distorsione legata alla situazione ambientale».

Infatti, esclusi alcuni laboratori in ambito culturale, quali, ad esempio, gli incubatori d’impresa come Bassi Comunicanti, le realtà esterne all’Università risultano insufficienti sotto tutti i profili: dai fattori di contesto che non incontrano le aspettative di benessere dei laureati, ai diversissimi sbocchi professionali, cui prepara la Facoltà di Ibla (nell’area dei trasporti, del marketing, comunicazione, mediazione linguistica, etc.), che si scontrano con un bassissimo tasso di occupazione per le condizioni del mercato del lavoro locale, malgrado siano con esso compatibile.   E tutto questo, per di più, in un quadro di politiche nazionali che paventano nuovi tagli all’istruzione e che pongono a rischio la mediazione culturale e l’insegnamento della lingua ai non comunitari.

La strada è senz’altro in salita: è auspicabile una maggiore assunzione di consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti – a livello sociale, economico, politico ed ecclesiale – orientata ad imprimere una discontinuità significativa a questo trend, che, se continuasse, provocherebbe una penalizzazione sempre più forte della nostra realtà accademica e un impoverimento del nostro tessuto sociale ed economico.

Martina Occhipinti
Presidente Fuci di Ragusa

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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