Società

Pubblicato il 15 Marzo 2019 | di Redazione

0

Vivo a Trento, cercando quel di più che la nostra terra non può dare

La testimonianza di una studentessa trasferitasi al Nord per continuare gli studi universitari, dove sta vivendo tante opportunità  con la sensazione di sentirsi importante per la società.

[…] Il Mezzogiorno sembra si stia spegnendo. Dal Sud in 15 anni se ne sono andate via 800mila persone, perlopiù giovani […]. Giorni fa ho letto un articolo dell’Huffington Post, e davanti a queste parole mi sono detta: tra quelle migliaia di persone adesso ci sono anche io.

Sono sempre stata legata alla mia terra, al mio paese, orgogliosamente fiera delle tradizioni e della bellezza che da sempre colorano la Sicilia. Cresciuta tra piazze e campanili delle valli “viscarane”, felicemente ancorata ai pranzi domenicali a casa dei nonni, quando vedevo i miei amici o familiari che per motivi di studio o lavoro si trasferivano al nord, ripetevo a me stessa: “io non riuscirei mai a lasciare tutto questo”.

Così, tre anni fa, ho scelto di studiare Scienze del Servizio sociale all’Università degli studi di Catania; una “laurea debole” di fronte ad altri corsi più ricercati come ingegneria o economia, che danno maggiore possibilità di trovare l’agognato posto di lavoro; ma io ho sempre avuto una passione per l’essere umano, una predilezione per coloro che sono considerati “al margine” e che per questo necessitano di un supporto maggiore da parte dei servizi.

Durante la stesura della mia tesi di laurea mi sono trovata a dover fare i conti con il mio futuro prossimo e con le scelte che avrebbero dato una nuova rotta alla mia vita: così, su consiglio dei miei docenti, ho deciso di continuare gli studi a Trento, considerata da molti la patria della Sociologia e del Servizio Sociale.

Da qualche mese vivo in Trentino e ho iniziato a conoscere il territorio e le sue opportunità; ho scoperto una qualità superiore del mondo dei Servizi alla persona: lavorare qui, nel settore che ho scelto, è possibile. Le imprese sociali, le cooperative, sviluppano progetti all’avanguardia, in perenne movimento e sviluppo, tanto che nel piano di studi è stato da poco inserito il corso di “Servizi Sociali Innovativi”. Da studenti siamo bombardati di opportunità formative, corsi e aggiornamenti sul mondo del sociale, stimolati a conoscere di più e a metterci in gioco in maniera appassionata e competente. Non dimenticherò mai il saluto del presidente del corso di laurea all’inizio dell’anno accademico: “Quasi il 100% degli studenti che studiano presso questo corso di laurea trovano in poco tempo lavoro; i servizi, qui, hanno bisogno di voi”. Era la prima volta che percepivo il mio lavoro come necessario alla società.

Come me, molti altri giovani della mia generazione hanno scelto di lasciare la Sicilia alla ricerca di quel “di più” che purtroppo la nostra terra sembra non riesca a dare. Perché questo evidente divario di opportunità deve continuare a esistere nel tempo? E se i giovani come me (per forza di cose) decidono di portare le loro competenze altrove, chi riuscirà a ricostruire bellezza al sud? Me lo chiedo, spesso. E chissà, forse un giorno tornerò anche io.

Elisabetta Migliore

Studentessa universitaria a Trento

 

 

Tags: , , , ,


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑