Vita Cristiana

Pubblicato il 4 Novembre 2019 | di Redazione

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Ascolto, annuncio, fede, carità, unità. Istituita la Domenica della Parola di Dio

La terza domenica del tempo ordinario sarà dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Lo ha disposto Papa Francesco scrive con il motu proprio “Aperuit illis”, ovvero “aprì loro le orecchie per comprendere le sacre scritture” (l’espressione è presa dal racconto dei discepoli di Emmaus). La terza del tempo ordinario si colloca (a gennaio) in un momento nel quale «siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani». Un giorno solenne.

Dal Papa l’invito alle comunità a «vivere questa Domenica come un giorno solenne» intronizzando il testo sacro. In questa domenica i vescovi potranno celebrare il rito del lettorato. Fondamentale, sottolinea il Pontefice, che «si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata» mentre i parroci potranno trovare forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea.

Carità, solidarietà e misericordia. «Un’ulteriore provocazione che proviene dalla Sacra Scrittura» riguarda «la carità», sottolinea Francesco, secondo il quale «costantemente la Parola di Dio richiama all’amore misericordioso del Padre che chiede ai figli di vivere nella carità». Nella Bibbia la nostra fede. La Bibbia, «in quanto Sacra Scrittura, parla di Cristo e lo annuncia come colui che deve attraversare le sofferenze per entrare nella gloria». Il Papa sottolinea anche quanto sia «profondo il vincolo tra la Sacra Scrittura e la fede dei credenti»; di qui l’invito a riservare importanza «all’ascolto della Parola del Signore sia nell’azione liturgica, sia nella preghiera e riflessione personali».

Il rapporto con l’Eucaristia. «Inscindibile» il rapporto tra Sacra Scrittura ed Eucaristia: «Come cristiani siamo un solo popolo che cammina nella storia, forte della presenza del Signore in mezzo a noi che ci parla e ci nutre. Il giorno dedicato alla Bibbia vuole essere non “una volta all’anno”, ma una volta per tutto l’anno». Patrimonio del Popolo di Dio. «La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo». È quanto si legge in un altro passaggio della lettera apostolica del Papa. No a «monopolizzare il testo sacro», avverte Francesco: la Bibbia «è il libro del popolo del Signore. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo».

L’importanza dell’omelia. Di qui l’importanza dell’omelia, che «possiede un carattere quasi sacramentale». «Per molti dei nostri fedeli, infatti, questa è l’unica occasione che possiedono per cogliere la bellezza della Parola di Dio e vederla riferita alla loro vita quotidiana – spiega il Papa –. È necessario, quindi, che si dedichi il tempo opportuno per la preparazione dell’omelia. Non si può improvvisare il commento alle letture sacre». I catechisti. «Non stanchiamoci mai di dedicare tempo e preghiera alla Sacra Scrittura», il monito del Pontefice che invita anche a non divagare e a non dilungarsi. Importante che anche i catechisti, «per il ministero che rivestono di aiutare a crescere nella fede, sentano l’urgenza di rinnovarsi attraverso la familiarità e lo studio delle Sacre Scritture».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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