Vita Cristiana

Pubblicato il 26 Aprile 2020 | di Agenzia Sir

La preghiera di Papa Francesco dà voce ai sentimenti di tutti

Mentre il Papa sale da solo, a piedi, le gradinate di marmo della basilica una notifica sul cellulare riporta, gelida, il numero dei morti delle ultime ventiquattrore, altre vite strappate allaffetto dei loro cari. Il cielo è fosco, la pioggia sferza labito bianco di Francesco, infligge nuovi tormenti al corpo di quello stesso Crocifisso che mezzo millennio fa venne invocato dai fedeli contro la peste. Ed ora se ne sta lì, le braccia stese, le labbra aperte, vicino allicona di Maria salvezza del popolo romanoche una pia leggenda vuole dipinta dallevangelista san Luca.

Nel buio della piazza vuota la voce del Papa dà voce ai sentimenti di tutti.

«Da settimane sembra che sia scesa la serapresi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati». Impauriti. Ma forse più capaci, in questo tempo che smaschera le apparenze sociali, di riconoscere nellinferno ciò che inferno non è: «Persone comuni solitamente dimenticate che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dellultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dellordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo».

Il dolore e la preghiera. Perché il dolore, da solo, non ci salva e nemmeno ci rende migliori.

Di solito, anzi, incattivisce lanima. Lesperienza dei discepoli con il Signore, durante la burrasca sul lago di Tiberiade. Lunico passo dei Vangeli in cui vediamo un Gesù che dorme, mentre la barca rischia di affondare. Ma non è vero che non gli importa nulla di noi, come viene da dire a quei discepoli dal temperamento istintivo così simile al nostro. Ci vuol solo far capire, amandoci, che noi senza di Lui non possiamo nulla.

«Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: Voi non abbiate paura. E noi, insieme a Pietro, gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi”».

Lucio Brunelli

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Agenzia Sir



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