Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Febbraio 2025 | di Redazione

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«Vivere e testimoniare la fede con gioia, entusiasmo e impegno»

Un clima di grande comunione e di speranza ha caratterizzato la tappa della parrocchia Maria SS. Annunziata di Comiso della Visita pastorale del Vescovo. È stato un momento di grande importanza non solo per la comunità parrocchiale ma, ancora una volta, per l’intera città, poiché ha rafforzato il senso di unità tra le diverse realtà culturali e religiose, e promosso un messaggio di pace, rispetto e fratellanza. La visita si è intrecciata con «le molteplici grazie» che attraversano il nostro cammino: il Giubileo, il Sinodo, l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette e la festa della Candelora. «Possa l’amore di Dio toccare profondamente le nostre vite e i nostri cuori» ha scandito il vescovo.

L’amministratore parrocchiale padre Biagio Aprile, durante l’assemblea parrocchiale, ha apprezzato l’impatto positivo che la presenza del Vescovo ha avuto sui singoli e sull’intera comunità e anche Il Vescovo ha espresso soddisfazione per il buon esito della visita e per la partecipazione attiva della comunità, che ha dimostrato coesione e impegno nel cammino di fede.

La prima volta di un Vescovo in una moschea.

Tra i tanti momenti che resteranno scolpiti c’è sicuramente quello dell’incontro con la comunità musulmana che, sempre più numerosa, popola in maniera particolare questo quartiere che, come tutti i quartieri storici, risente del fenomeno dello spopolamento. Per la prima volta nella storia della nostra Diocesi, un Vescovo ha messo piede in una moschea. Ed è sembrato un gesto quasi naturale che corona un percorso che vede le comunità cristiane e musulmane provare a porre le condizioni di un’integrazione sociale necessaria e di un dialogo interreligioso da approfondire. Ad accogliere monsignor Giuseppe La Placa c’erano, all’ingresso della moschea Al Rahman il presidente della comunità Zouhaier Amor e l’imam Fatti Abdeltif. Erano presenti anche alcuni fedeli musulmani, il sindaco Maria Rita Schembari, il presidente del consiglio Manuele Pepi e una rappresentanza della polizia locale. L’imam Abdeltif, prima di donare al Vescovo una copia del Corano, ha sottolineato i sentimenti di rispetto che nascono tra i credenti anche di religioni. Un messaggio pienamente condiviso da monsignor La Placa che ha auspicato rapporti sempre più saldi, all’insegna della fraternità e della comunione, nelle relazioni tra le due comunità.

Storie e speranze che in qualche modo si incrociano con quelle che il Vescovo ha ascoltato alla cooperativa sociale Filotea, una struttura che accoglie minori e giovani provenienti da paesi lontani, in cerca di una nuova vita. I ragazzi hanno raccontato al Vescovo le sofferenze e le atrocità che hanno vissuto, raccontando il lungo viaggio che li ha portati in Italia e i ricordi dolorosi che ancora oggi li tormentano. In particolare, uno dei giovani ha condiviso la sua storia: la lunga detenzione in carcere, le torture e la privazione di cibo, la violenza subita e il furto dei pochi beni che possedeva.

Un messaggio di fratellanza il Vescovo lo ha lanciato anche incontrando ragazzi, insegnanti e baby consiglio in occasione della Giornata della Memoria. Monsignor La Placa, intervenendo a una iniziativa della Fidapa, ha esortato i ragazzi a visitare, quando sarà loro possibile, i luoghi della Shoah, affinché questo orrore non si ripeta più, ma nasca in ognuno una nuova cultura di fratellanza. «Ogni essere umano – ha ricordato il Vescovo – è degno di rispetto, perché ogni uomo è immagine di Dio».

La commozione delle persone anziane.

Percorrendo le strade del territorio, il Vescovo, accompagnato da don Biagio Aprile, ha visitato alcune persone anziane e malate che fanno parte della comunità dell’Annunziata. Momenti di condivisione di ricordi del passato, di commozione per questa visita ben gradita e di preghiera vengono vissuti in queste case e nelle loro famiglie. Nelle case di riposo “Lieto vivere”, Monserrato il Vescovo ha portato un messaggio di speranza e serenità agli anziani, invitandoli a non perdere mai la fede e la forza di affrontare le difficoltà della vita con coraggio. Ha colto anche l’occasione per ribadire l’importanza del rispetto e dell’amore per gli anziani, una risorsa fondamentale per la comunità. Il suo messaggio è stato un invito a costruire una società che non dimentichi i più fragili, garantendo loro una vita dignitosa e piena di speranza.

In parrocchia.

Il Vescovo ha incontrato tutte le realtà che ruotano attorno alla parrocchia: il Centro Ascolto Caritas diocesana e il gruppo S. Vincenzo de Paoli; il gruppo Giovani Adulti e giovanissimi, il gruppo famiglie. Il Vescovo ha invitato i giovani a vivere la loro fede con entusiasmo, mettendo al centro della loro vita i valori cristiani e l’impegno sociale. Li esorta a non avere paura di essere testimoni della speranza e della gioia che nasce dalla fede, soprattutto in un mondo che a volte può sembrare privo di direzioni sicure. Ai giovani, ribadisce l’importanza di essere costruttori di ponti tra le persone, favorendo l’incontro e la comprensione reciproca. Incontro altrettanto significativo è quello con il gruppo delle famiglie, a cui il Vescovo ha ricordato il valore della famiglia come fondamento della società e della Chiesa. Ha sottolineato come le famiglie siano un luogo privilegiato di formazione nella fede, e invita i genitori a essere esempio di amore e sacrificio per i propri figli, testimoniando quotidianamente la bellezza dell’amore che Dio ha per ogni persona. L’ultimo incontro prima della chiusura della sua visita pastorale è stato con i ragazzi dell’Acr. Anche a loro e alle loro famiglie ha rivolto l’esortazione a vivere la fede con gioia e impegno. In parrocchia, in precedenza, aveva incontrato anche il Consiglio Pastorale e il Consiglio per gli Affari Economici. A loro il Vescovo aveva rivolto l’invito a coltivare giorno dopo giorno il senso di appartenenza alla comunità, facendosi carico della salvezza dell’altro per realizzare l’unità e la comunione. Molto ricchi e partecipati anche i momenti con la Confraternita del SS. Rosario e di Maria dei Sette Dolori. Nel corso dell’assemblea parrocchiale, il Vescovo ha ribadito l’importanza di vivere la testimonianza cristiana non solo all’interno della Chiesa, ma anche nella vita quotidiana, richiamando i valori fondamentali di amore, carità e servizio come guida per ciascun credente. Uno degli incontri è stato dedicato al gruppo che si occupa della preparazione della festa di Pasqua. Il vescovo ha voluto visitare anche la chiesa di Santa Maria della Grazia dei Cappuccini, attualmente in restauro, e la rettoria di San Leonardo, dove è stato accolto calorosamente da tante persone al suono festoso delle campane.

Con le realtà culturali e sociali.

Ricca anche l’agenda degli incontri con le realtà sociali che gravitano attorno all’Annunziata. Il Vescovo ha incontrato i membri del Circolo Culturale Bufalino; le associazioni Raggio di Luce, Noi con voi e Lilt, Pro loco, Rotary club, Arteinsieme; gli impiegati degli uffici delle Poste centrali, della biblioteca comunale, dei Servizi sociali, del museo di storia naturale; le associazioni Noi non Voi Insieme onlus, il Centro donna antiviolenza, l’Avis: tutte realtà che svolgono un importante ruolo, ciascuno nel proprio campo, per lo sviluppo sociale e culturale della comunità e con le quali è importante aprire canali di comunicazione e collaborazione. Una benedizione e un saluto anche agli operatori economici di corso Vittorio Emanuele.

Le scuole.

Sono stati il plesso centrale dell’istituto comprensivo Bufalino e l’istituto Verga ad accogliere monsignor Giuseppe La Placa. Grande festa per bambini, ragazzi, insegnanti, personale Ata e per i dirigenti scolastici. Per commemorare la Giornata della Memoria i bambini della Bufalino hanno cantato insieme il canto ebraico “Gam Gam”. Il Vescovo ha colto l’occasione per ricordare che «questo canto apre alla speranza e questa speranza sono proprio i bambini, che nella loro vita devono volere bene e rispettare il prossimo, sentendolo come un fratello o una sorella». Tra i momenti trascorsi a scuola, anche la messa in scena di un piccolo sketch sulle vecchie diatribe tra “nunziatari” e “matricrisiari” che ha strappato un sorriso a tutti. All’istituto comprensivo Verga si è rinnovata l’accoglienza calorosa. Gioia e perdono sono le parole chiave che il Vescovo ha voluto lasciare. Gioia e perdono saranno i capisaldi della «speranza per un mondo nuovo, un mondo che solo i giovani possono costruire con semplicità e con la carica di amore che solo loro riescono ad avere».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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