Francesco: La tenerezza di Dio
Il Pontificato di Francesco è stato scandito fin dal suo inizio per una attenzione particolare ai sofferenti, malati, disabili. Egli non è stato solo il Papa dei poveri più poveri, ma ha avuto uno sguardo illuminato anche per coloro colpiti dalla malattia e dalla sofferenza convinto com’era che “la malattia e la finitudine nel pensiero moderno vengono spesso considerate come una perdita, un non-valore, un fastidio che bisogna minimizzare, contrastare annullare ad ogni costo”.
Per papa Francesco, il bussare della sofferenza nella vita dei credenti conduceva ad un bivio: “il ripiegamento dell’uomo su se stesso, fino alla disperazione e alla ribellione; o accettandola, un’occasione di crescita e di discernimento su ciò che nella vita conta realmente”. Francesco ha dato l’antidoto alla disperazione: rivolgere lo sguardo al Signore Gesù. Egli non solo lo ha insegnato ma lo ha vissuto coi suoi gesti, con il suo silenzio fino al giorno di Pasqua: solo guardando a Cristo, e solo attraverso Lui “l’infermità diventa dono grande di comunione”
Francesco, ci ha lasciato due parole chiavi: compassione e inclusione. Con la compassione ha indicato l’atteggiamento proprio di Gesù a chinarsi sulle persone fragili e bisognose che incontrava ed a identificarsi con loro.” Gesù non spiega la sofferenza , ma si piega verso i sofferenti”.
Con l’inclusione Gesù, è andato alla ricerca della persona prendendosene cura nella sua interezza: spirito, anima e corpo. Il Papa a quanti nella Chiesa sono stati chiamati al servizio dei sofferenti ha voluto esortarci per tutto il suo ministero petrino ad avere cura di essi, di benedirli nel nome del Signore condividendolo stile del Maestro che è stato “vicinanza, compassione , tenerezza”. Solo così avremo una Chiesa e una “società veramente inclusiva e orientata al bene comune”. Grazie, Santo Padre.
Carmelo Ferraro
Presidente Unitalsi Ragusa
