Politica

Pubblicato il 18 Giugno 2026 | di Vito Piruzza

0

La memoria della storia contro la logica dell’umiliazione

“Vae victis!” (guai ai vinti): riemerge da lontani ricordi scolastici questa frase di Brenno che rappresenta l’arroganza di umiliare l’avversario già sconfitto, l’impudenza di chi immagina che il rincarare la dose oltre misura non comporterà una conseguenza.

Contrariamente al Valditara-pensiero, l’umiliazione raramente ha una valenza pedagogica positiva, serve solo a sedimentare un substrato di rancore e questo specialmente nella costruzione della personalità non credo che sia un elemento positivo.

Essere sconfitti, ma trattati con giustizia, può portare all’accettazione del proprio fallimento e forse anche alla rielaborazione del proprio vissuto in chiave di miglioramento, ma essere umiliati fa passare in secondo piano la sconfitta e delle sue ragioni e amplifica la percezione dell’ingiustizia subita alimentando il rancore e tutti sappiamo che l’odio è il carburante della rivalsa, della ricerca del riscatto, l’ingiustizia subita dopo induce chiunque ad autoassolversi automaticamente dell’eventuale colpa precedente, la fa passare in secondo piano.

“Oderint dum metuant!” (mi odino purché mi temano): come si vede l’uomo è sempre uguale a sé stesso, avere memoria di ciò che è stato dà sempre una chiave di lettura di ciò che accade oggi ed infatti frasi di venti secoli fa continuano a tratteggiare atteggiamenti che le persone continuano a mettere in atto, e a ben vedere l’atteggiamento messo in atto dal governo israeliano sembra molto simile alla logica seguita da Caligola che sembra seguisse quest’ultimo motto.

Personalmente non ho nessuna reticenza a manifestare tutta la mia riprovazione nei confronti di Netanyahu e del suo governo (sia per ciò che fa direttamente che per la copertura che fornisce alla violenza dei coloni), nonché dell’inerzia dei governi europei davanti a tutto questo, ma in questa riflessione vorrei affrontare il problema da un altro punto di vista.

Siamo sicuri che tutto ciò che sta mettendo in atto Netanyahu sia conveniente per loro? Israele rivendica, e giustamente, il diritto di vivere e in sicurezza, me veramente è questa la strada?

La famosa frase di Giulio Andreotti, pronunciata in Parlamento venti anni fa, dà adito proprio a questo dubbio: ”Io credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e da 50 anni fosse li e non avesse alcuna prospettiva di poter dare ai propri figli un avvenire sarebbe un terrorista…” l’umiliazione, l’ingiustizia, l’odio sono una catena di elementi che costituiscono sempre la miccia della violenza che può in alcuni momenti esplodere, ma negli altri resta a covare, e che non si estingue mai!

Vivere in questo contesto si può definire “vivere in pace”?

Oggi Israele ha un esercito forte e vincente, ma una riflessione sulla storia di Brenno e di Caligola dovrebbe indurre tutti a una più attenta riflessione…

Ma si sa, più siamo affascinati dalla tecnologia più aspiriamo al futuro e meno teniamo in conto la memoria, anche quella recente, figuriamoci la Storia!

Tags: , ,


Autore



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑
  • Follow by Email
    Facebook
    YouTube
    Instagram
  • I Più Letti

  • Diretta da Piazza San Pietro

  • RSS Ultime dal SIR